L'idea: nasce Gengle
Giuditta Pasotto, mamma single fiorentina con due bambini piccoli, non trova una rete di supporto per genitori nella sua situazione. Lancia Gengle come community locale a Firenze. In pochi mesi gli iscritti diventano migliaia.
GENitore sinGLE. Nasce nel 2015 da un bisogno personale, diventa la più grande community italiana per famiglie monogenitoriali, conta 200.000 utenti, vince il Pegaso d'Argento, incontra Papa Francesco e nel 2021 viene acquisita da Meeters.
"A 34 anni, con due bimbi piccoli, mi sono separata. Ho cercato una rete che non esisteva. Così l'ho costruita."
Era il 2015. Giuditta Pasotto si ritrova a dover crescere da sola due bambini piccoli. Cerca una rete di supporto — altri genitori nella stessa situazione, eventi per famiglie monogenitoriali, un posto dove non sentirsi giudicata o sola. Quella rete non esiste.
Allora la costruisce. Nasce Gengle: GENitore sinGLE. Un portale che porta offline quello che c'è online. Gite allo zoo, pomeriggi di compiti, serate al cinema, capodanno a Berlino. Genitori e figli che si incontrano davvero, in carne e ossa, nella propria città.
In pochi mesi gli iscritti diventano migliaia. La stampa nazionale inizia a raccontarla. Le istituzioni si fanno vive. Il bisogno era reale — e immenso.
Gengle non è solo un acronimo. È diventato un modo di essere, un'identità riconoscibile, un movimento sociale. Tre lettere che racchiudono una visione.
Prima di tutto un genitore. La relazione con i figli al centro di tutto, oltre la separazione.
Uno stato di fatto, non un giudizio. Gengle lavora per trasformare "separato" in una condizione neutra e dignitosa.
Giuditta porta il termine "gengle" all'Accademia della Crusca, chiedendo un riconoscimento ufficiale della parola nella lingua italiana.
Giuditta Pasotto porta il termine "gengle" all'Accademia della Crusca, chiedendo un riconoscimento ufficiale del neologismo nella lingua italiana.
L'obiettivo è anche politico e sociale: ottenere lo status neutro di "genitore gengle", liberando le persone dalla necessità di definirsi "separati" o "divorziati" — etichette che portano ancora oggi un implicito peso di fallimento.
Il sindaco Nardella prende in considerazione l'ipotesi di promuovere una proposta di legge in Parlamento a nome della città di Firenze per il riconoscimento legale dello status di genitore gengle.
Gengle è formato dall'unione di "genitore" e "single", con riduzione della prima base ai suoi fonemi iniziali. Giuditta Pasotto ritiene che un pronunciamento dell'Accademia costituisca un elemento imprescindibile per il riconoscimento dello stato di genitore single — permettendo di non dover più dichiarare se si è separati o divorziati.Accademia della Crusca · Consulenza linguistica
Gengle non è un social di like. È uno spazio con regole precise, valori chiari, una cultura interna forte che ha reso la community riconoscibile e rispettata in tutta Italia.
Gengle porta offline quello che c'è online. Gli eventi fisici, gli incontri reali, le amicizie vere sono il cuore della community — non i numeri sul profilo.
Regole chiare sul comportamento e sul linguaggio. "Mi hanno dato della bigotta — racconta Giuditta — ma non permetto a nessuno di sgarrare." Quella rigidità ha costruito la fiducia.
Identità netta e riconoscibile: Gengle è per i genitori e i figli, non per trovare un partner. Questa chiarezza ha protetto la community e ne ha rafforzato il valore.
Non c'è una direzione centrale che organizza tutto. Chi è iscritto può proporre eventi, coordinare uscite, aiutare i nuovi arrivati. La community cresce con chi la abita.
Avvocati, mediatori familiari, psicologi, pedagogisti disponibili gratuitamente per i membri. Il sostegno non è solo emotivo: è concreto, pratico, qualificato.
Giuditta chiede periodicamente agli iscritti di inviare la loro storia. Le Gengle Chat — serate in carne e ossa a gruppi di otto — fanno emergere i problemi reali da affrontare insieme.
Una delle scelte più importanti nella costruzione di Gengle: definire subito un regolamento chiaro, pubblico, non negoziabile. Non un vademecum burocratico — una dichiarazione di valori condivisi che ha forgiato l'identità del brand.
Dal lancio all'exit: ogni anno ha aggiunto qualcosa. Ogni tappa ha lasciato un segno, nella community e nell'ecosistema italiano del sociale.
Gengle non è cresciuta con grandi campagne di marketing. È cresciuta attraverso relazioni autentiche, mentor locali e nazionali, e una rete di professionisti selezionati che hanno creduto nel progetto e contribuito a costruirlo.
In ogni città italiana, volontari e organizzatori locali hanno animato la community, proposto eventi, accolto i nuovi iscritti. Una struttura orizzontale che ha permesso a Gengle di essere presente in 107 province italiane senza una struttura centrale massiccia.
Il supporto professionale è stato un altro pilastro: avvocati di diritto di famiglia, mediatori familiari, psicologi, pedagogisti hanno offerto consulenze gratuite ai membri, costruendo fiducia e valore reale per la community.
La Facoltà di Sociologia dell'Università di Firenze ha studiato il modello Gengle come caso studio di aggregazione sociale digitale: un esempio di come un bisogno online possa generare comunità reali, fisiche, durature.
Da La Nazione a Vanity Fair, da ADNKronos a Open: Gengle ha raccolto un'attenzione mediatica straordinaria, costruita non su PR ma su impatto reale.
Sette anni di lavoro, premiati da istituzioni, associazioni e media che hanno riconosciuto il valore sociale e imprenditoriale di Gengle.
Delegazione di oltre 140 genitori single italiani ricevuta in udienza a San Pietro. Giuditta parla a tu per tu con il Pontefice sulla condizione delle famiglie non tradizionali.
2015Massimo riconoscimento della Regione Toscana, conferito dal Presidente Eugenio Giani. La prima volta che un progetto per famiglie monogenitoriali viene premiato a questo livello istituzionale.
2016Ideazione e realizzazione della prima struttura abitativa italiana per padri separati in difficoltà, inaugurata con il sindaco Dario Nardella. Un progetto replicato in tutta Italia.
2017Selezionata tra le 50 imprenditrici italiane più innovative dell'anno in occasione della Giornata mondiale dell'imprenditore. Unica toscana in classifica.
2022Inserita tra le 1000 donne che stanno cambiando l'Italia. In classifica dal 2016, presente nell'edizione 2026.
2026Selezionata da Cariplo Factory — società benefit di Fondazione Cariplo — tra le imprenditrici che hanno fatto la differenza nell'ecosistema startup italiano.
2022Nel 2021 Gengle si fonde con Meeters, il più grande social network italiano over 40, per creare esperienze di socialità autentica. Una fusione naturale: due realtà che condividono la stessa visione — portare offline le relazioni nate online.
Giuditta continua come responsabile community, portando il suo metodo all'interno del nuovo progetto. Poi collabora con Tablo, applicando le competenze di community building e engagement in un contesto diverso.
Gengle resta viva. La community continua ad essere attiva in 107 province italiane, con eventi, forum e supporto per genitori single in tutta Italia.
Scopri come l'esperienza di founder di Gengle ha plasmato il metodo con cui oggi affianco startup e PMI come Ghost CEO.